Christiane Elisabeth Reimann
(Copenaghen, 6 maggio 1888 – Siracusa, 12 aprile 1979)
E’
stata
un’infermiera
danese,
pioniera
della
professione
a
livello
internazionale
e
prima
segretaria
esecutiva
a
tempo pieno del Consiglio Internazionale delle Infermiere (International Council of Nurses, ICN). La sua storia è
quella
di
una
donna
di
estrazione
borghese
che
scelse
una
strada
contrastata
dalla
famiglia,
diventò
la
prima
danese a conseguire titoli universitari in nursing e, con energia, risorse personali e visione pragmatica, ricostruì e
rafforzò un’organizzazione internazionale ridotta in macerie dalla Prima guerra mondiale.
Origini e scelta della professione
Nacque
a
Copenaghen
in
una
famiglia
agiata.
Il
padre,
Carl
Christian
Reimann
(1853-1929),
era
un
rispettato
agente di borsa; la madre, Margit Meisterlin (1863-1927), di origini norvegesi. Crebbe in un ambiente tipico della
borghesia
superiore
dell’epoca:
studi
di
musica,
canto,
pianoforte
e
lingue,
con
soggiorni
in
Inghilterra
e
Germania. Nel 1904 conseguì il diploma di quarta classe alla Ordrup Latin- og Realskole.
A 25 anni, intorno al 1913, decise di diventare infermiera. La scelta scandalizzò la famiglia. L’infermieristica non era
considerata una professione adatta a una “signora” della sua classe. Un zio rifiutò addirittura di stringerle la mano,
dichiarando che «un’infermiera non è una dama». Reimann non desistette. Si iscrisse alla scuola per infermiere del
Bispebjerg
Hospital
di
Copenaghen,
allora
di
recente
apertura,
e
completò
la
formazione
triennale
nel
1916.
Inizialmente orientata verso l’assistenza domiciliare di tipo filantropico-comunitario, fu incoraggiata dalla direttrice
della scuola Charlotte Munck a proseguire gli studi all’estero.
Gli anni americani e la formazione universitaria
Alla fine della Prima guerra mondiale, nel 1918, si imbarcò sul primo piroscafo passeggeri partito da Copenaghen
dopo il conflitto, affrontando una traversata ancora rischiosa per la presenza di mine. A New York lavorò per alcuni
mesi al Presbyterian Hospital e poi come infermiera comunitaria presso lo Henry Street Settlement. Si iscrisse al
Teachers College della Columbia University, dove studiò con figure di spicco come Mary Adelaide Nutting e Isabel
Maitland Stewart. Conseguì il Bachelor of Science nel 1921 e il Master of Arts nel 1925, diventando così la prima
infermiera danese con una laurea e un titolo di secondo livello in nursing. Tra i due periodi di studio (1921-1923)
tornò in Danimarca e fu assunta da Munck come prima infermiera istruttrice del Bispebjerg Hospital.
Christiane Reimann
(segue a pag. 2)
Il ruolo nell’International Council of Nurses
Nel 1922, durante il congresso ICN a Copenaghen, fu eletta segretaria onoraria (non retribuita) dell’organizzazione, in contemporanea con
l’elezione a presidente di Sophie Mannerheim. Sostituì di fatto Lavinia Dock, cofondatrice dell’ICN. L’organizzazione, fondata nel 1899, era
stata fortemente indebolita dalla guerra: i membri attivi erano pochi e le risorse scarse. Reimann, che nel frattempo proseguiva studi e
lavoro, si dedicò alla ricostruzione con determinazione.
Nel 1925, al congresso di Helsinki, fu riconfermata e divenne la prima segretaria esecutiva retribuita a tempo pieno. La sede dell’ICN fu
trasferita
a
Ginevra,
scelta
strategica
per
la
neutralità
della
Svizzera
e
la
vicinanza
ad
altre
organizzazioni
internazionali
(Croce
Rossa,
Organizzazione
Internazionale
del
Lavoro,
Società
delle
Nazioni).
Grazie
alle
sue
capacità
linguistiche,
all’energia
e
soprattutto
alle
sue
risorse
private
(aveva
ereditato
un
patrimonio
considerevole),
Reimann
viaggiò
intensamente
in
Europa,
spesso
a
proprie
spese,
per
rafforzare i legami con le associazioni nazionali. Il numero di paesi membri passò da 13 a 29 e il numero complessivo di iscritti crebbe
notevolmente.
Fondò e finanziò personalmente il bollettino ufficiale dell’ICN (inizialmente The Bulletin, poi The
ICN e dal 1930 International Nursing Review), di cui fu anche redattrice e principale autrice nei
primi anni. Creò e sostenne economicamente una biblioteca specializzata a Ginevra, con servizio
di prestito internazionale. Promosse programmi di scambio per infermiere e istituì un servizio di
consulenza
per
governi
e
autorità
sanitarie.
Cercò
collaborazioni
con
organizzazioni
internazionali,
incluso
un
rapporto
con
l’ILO
che
suscitò
critiche
da
parte
di
alcune
figure
storiche dell’ICN, come Ethel Bedford Fenwick, preoccupate da possibili legami con ambienti
sindacali e politici.
Il suo stile di leadership, deciso e talvolta autoritario, e il fatto che molti progetti dipendessero
dalle
sue
finanze
personali,
generarono
frizioni
con
il
consiglio
direttivo.
Nel
1933-1934
rassegnò
le
dimissioni,
ufficialmente
per
motivi
di
salute.
Fonti
successive
indicano
anche
disaccordi interni, tra cui accuse relative alla gestione contabile.
La vita a Siracusa e l’eredità
Nel 1934 si trasferì in Sicilia e acquistò una proprietà nei pressi di Siracusa (Villa Fegotto, poi
nota come Villa Reimann), dove gestì un’azienda agricola con coltivazioni di agrumi. Quell’anno
fu annunciato il suo matrimonio con lo psichiatra tedesco Wilhelm F
.C. Alter; l’unione ebbe vita
breve e l’uomo la lasciò. Reimann restò a Siracusa per il resto della vita, seguendo da lontano le
vicende dell’ICN.